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“Quadrato della Comunicazione”: migliora la comunicazione interpersonale

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Quadrato della Comunicazione
Alexander
Scritto da Alexander

Il Quadrato della Comunicazione è uno schema che rende molto evidenti alcune delle caratteristiche, nascoste eppure importantissime, della comunicazione verbale e della comunicazione interpersonale in generale. Comprenderlo può fornire gli strumenti per migliorare, e di molto, la qualità di ogni scambio dialettico in cui ti troverai, dal più banale a quello che riguarda le fondamentali scelte della vita. Con tale comprensione, potrai ottenere delle relazioni più oneste, sincere e soddisfacenti, nonchè raggiungere molto più spesso i tuoi fini quando per questi è necessaria la collaborazione di chi ti sta intorno.

Ti sarà sicuramente capitato, nelle relazioni sentimentali e non solo, di avere grandi litigi cominciati per degli sciocchi malintesi, o per delle provocazioni che avrai fatto o ricevuto; o peggio, per delle supposte provocazioni fatte o ricevute.

Ebbene, questi litigi, queste provocazioni e le loro funeste conseguenze come rottura ed inaridimento di relazioni, frustrazione, e mancato ottenimento della cooperazione del tuo interlocutore sono proprio i danni che potrai efficacemente evitare.

La teoria del Quadrato della Comunicazione è attribuita allo psicologo tedesco Friedemann Schulz Von Thun, e risale alla fine degli anni settanta. La stessa espone che ogni comunicazione verbale è costituita da (almeno) quattro aspetti fondamentali:

0. Parole pronunciate;

  1. Il fatto enunciato dalla frase;
  2. La relazione/rapporto tra mittente della dichiarazione ed il suo destinatario;
  3. La comunicazione di qualcosa di sè fatta dal mittente;
  4. Ciò che il mittente vorrebbe che il destinatario facesse o pensasse a seguito della comunicazione.
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Quadrato della Comunicazione

Ogni enunciato possiede queste caratteristiche; dal più semplice, tipo “passami a bottiglia d’acqua”, alla più complessa dissertazione accademica.

In “Passami la bottiglia d’acqua”, ad esempio, l’appello è quello di farmi ottenere la bottiglia, la relazione è, probabilmente, una in cui il destinatario del mio messaggio è qualcuno che tratto male (perchè non dico “per favore”), e ciò che comunico di me è che sono assetato, e che non mi interessa essere cortese con il mio interlocutore.

Nella dissertazione accademica, proseguendo nell’esempio, l’appello implicito potrebbe essere quello per cui gli studenti debbano imparare ciò che dice il professore, mentre l’aspetto relazionale consiste nella superiorità culturale e di ruolo del professore; la comunicazione su di sé è, almeno nella prospettiva dello studente: “guardate come sono bravo, io sono il professore e voi non siete un…” (per parafrasare il celebre Marchese del Grillo).

La menzione alla prospettiva dello studente, nell’esempio di prima, complica ancora di più l’analisi, poiché si riferisce a ciò che il destinatario del messaggio fa con il messaggio stesso.

Nella foto successiva, a fine di stabilire con ulteriore chiarezza questi quattro aspetti della comunicazione linguistica, presento il quadrato della comunicazione che avviene se si entra in uno scompartimento di treno e si saluta l’occupante dello stesso e questo, per tutta risposta, ci guarda con sufficienza e non articola alcun suono.

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Esempio specifico di Quadrato di comunicazione interpersonale

Avrai intuito che i diversi aspetti della comunicazione di cui al quadrato (Significato-Relazione-Appello-Messaggio sul sé) sono trasmessi non solo con le mere parole, ma con il volume della voce, con la postura, in base al contesto ed ai rapporti pregressi con l’interlocutore. Ed anche concentrandosi sulle sole parole, bisogna considerare che esistono importanti messaggi “tra le righe”, perchè si sono usate certe parole piuttosto che altre.

Una matassa complicatissima, hai ragione, ma seguimi ancora per trovarne il “bandolo”.

Come usare, dunque, tutte queste belle parole a proprio vantaggio?

Bene, capire queste categorizzazioni – che non saranno perfette, né calzanti a pennello per ogni evenienza, ma sicuramente accurate e veritiere- è il primo passo.

Bisogna – come secondo passo- sforzarsi per fare un’autoanalisi sincera e profonda. E questo è difficilissimo se si è infuriati, o preda della fretta, o presi da altre emozioni forti. Se a seguito di questa autoanalisi si comprende di essere incazzati neri con un’altro, è bene, quindi, o evitare radicalmente ogni confronto verbale od, almeno, stamparsi davanti agli occhi l’immagine del quadrato, e sapere che se si sceglieranno certe parole e certi toni (essendo sarcastici), si trasmetterà la propria rabbia, e l’interlocutore reagirà per le rime. Se avviene lo scontro, che non si dica poi “avevo ragione io, ho usato parole corrette e tu, in risposta, mi hai insultato”... poiché si sapeva che, anche se le parole erano educate e non strillate, si trasmetteva, con il sarcasmo, odio.

Insomma, se si conosce questo quadrato, e si cerca di averlo sempre presente quando si parla (e quando si ascolta), soprattutto in situazioni difficili, si riuscirà ad essere più efficienti ed anche ad ottenere quello che si vuole. Rimanendo nell’ambito dell’esempio di uno scontro nervoso, se si è sarcastici e si provoca l’interlocutore, vi saranno scarse possibilità che l’interlocutore non faccia ciò che noi volevamo… anche se, se gli si fosse richiesto gentilmente, ci avrebbe accontentati.

Tutti sbagliamo, quindi, quando si sarà “fatta la frittata”, cioè provocato lo scontro, che almeno si colga l’occasione per riflettere, e per capire che si è utilizzata la parola solo per manifestare nervosismo e scontrosità, non per fini più nobili, o almeno utili.

Il terzo consiglio per una comunicazione interpersonale efficace– attuabile soprattutto con coloro a cui si tiene particolarmente, e con i quali si ha possibilità di uno scambio dialettico continuato ed approfondito- è quello di fare metacomunicazione.

Metacomunicazione? E che roba sarebbe?

Semplicemente: il parlare del proprio parlare. Cercare di dismettere i propri ruoli e le proprie posizioni, e dire, con la massima onestà, per esempio: “ho scelto quella parola per essere sarcastico… secondo me quando hai detto quella tal cosa, in realtà intendevi quell’altra cosa…” . Insomma, bisognerebbe approfondire con il proprio interlocutore quali sono i vari aspetti del famoso quadrato in una conversazione che si sta avendo, o che si è avuta.

Come già affermato in vari articoli, il mondo spirituale e metafisico, così come la Legge di attrazione, sono presenti in tutto. Anche i contenuti “tecnici” o “scientifici” di questo articolo sono connessi alla Legge di Attrazione.

Come?

Bene, se “vibri” alla frequenza del nervosismo, se pensi e desideri -anche inconsciamente- nervosismo o scontro, sarai molto più propenso ad infilarti in alterchi, e sarai molto più propenso ad emettere vibrazioni ed energie di nervosismo, rabbia e controversia. Innervosirai i tuoi interlocutori, i quali ti daranno rabbia , nervosismo e controversia. Non solo, tu sarai più affine a queste emozioni e le noterai, e le porterai dentro… in un circolo vizioso. Ed andrai in giro con la “missione inconsapevole” di sentire la scontrosità e l’inimicizia dei tuoi interlocutori…

Attrarrai a te queste circostanze ed emozioni negative.

Sicuramente è molto utile, per ottenere una comunicazione interpersonale efficace, migliorare le proprie capacità di ascolto. Come avrai intuito, anche nell’ascolto si può utilizzare il quadrato della comunicazione, per decodificare cosa vuole veramente dire colui che ci parla, e cosa vuole veramente. All’ascolto “quadrato” o quadripartito, sarà dedicato un’altro articolo. Anche questa materia è complessa, e si rischia di fare errori anche se dotati delle migliori intenzioni.

Se l’argomento ti interessa potresti cominciare leggendo l’articolo sull’ “ascolto empatico”, nel quale sono dati consigli fondamentali per essere un buon ascoltatore e quindi, in ultima analisi, una persona migliore con relazioni più soddisfacenti.

A presto.

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