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Il “Lavoro duro” nella crescita personale

crescita personale e successo
Alexander
Scritto da Alexander

La storia della letteratura sul successo e sulla crescita personale, da ormai almeno cento anni, sottolinea i benefici del duro lavoro. Ma perché  alcune persone, oggi, sembrano pensare che ” lavoro” sia una parolaccia?

Per “lavoro duro” intendo, nel corso dell’articolo, il lavoro che è impegnativo. Non mi riferisco solo allo sgobbare in miniera od in ufficio; ma al fissarsi obiettivi nel privato: nella perdita di peso, nel miglioramento delle relazioni o della resa di un’attività, tra le altre cose. Ebbene, credo che sia il lavoro impegnativo, sia il “lavorare duro”, cioè impegnando il (molto) tempo necessario per ottenere i risultati voluti,  siano necessari per il successo.

Lavoro e crescita personale

Foto di Mad Wraith @Flickr

Il Malinteso fondamentale sorge nel momento in cui si pensa al lavoro impegnativo come doloroso, difficile o stancante.

Ma il lavoro impegnativo deve necessariamente essere di grande sacrifico?

Io credo di no. In realtà, un elemento importante per raggiungere il successo (non solo economico) è di imparare a godere del lavoro impegnativo e di apprezzare il fatto di affrontarlo lavorando sodo.

Perché scrivo del lavoro impegnativo? Perché il lavoro impegnativo, se è selezionato con intelligenza, ripaga. E il tipo  di lavoro che le persone di carattere meno deciso evitano. E se da questa frase deduci che sto sostenendo che le persone che evitano il lavoro impegnativo hanno un carattere da migliorare, hai ragione . Perchè, se si evita il lavoro impegnativo, si evita di fare quello che serve per avere successo.

Per fare un esempio: per mantenere i muscoli forti o la mente sveglia, è necessario sfidarli. Se si fa solo ciò che è facile si giunge ad una debolezza fisica e mentale ed a risultati molto mediocri; si investirà, inoltre, una grande quantità di tempo e fatica per giustificare il motivo per cui tale flaccidità è accettabile e giustificabile; quel tempo e quelle energie potrebbero, invece, essere usate per intensificare le proprie capacità ed affrontare qualche sfida stimolante.

Evitare una sfida, significa abbandonare il percorso di sviluppo della personalità. Su questo aspetto scrivo anche nell’ebook che scarichi gratuitamente cliccando qui.

Capisco benissimo che si tenda ad evitare ciò che è doloroso, difficile e nuovo (che spaventa); quindi, se vediamo le sfide solo come cose puramente difficili, saremo sicuramente portati ad evitarle. Ma così facendo, stiamo perdendo un’occasione molto importante per lo sviluppo del carattere; certo, lo sviluppo del proprio carattere è spesso tremendamente difficile, anche questo lo capisco. Quindi si deve imparare ad innamorarsi delle sfide invece di temerle;  proprio come un bodybuilder impara ad amare il dolore derivante dal fare “un altra ripetizione”,  che gli sconquassa le fibre muscolari, permettendo loro di crescere più forti. Se si evita il dolore, si perde terreno nella crescita. Questo vale sia per la costruzione dei muscoli che per la costruzione del carattere.

Mentre l’opinione comune ed il comportamento comune spingono a  “seguire la corrente”, l’aspetto negativo di questo comportamento è che fa sí che si ceda  il controllo della propria vita a tale corrente. Ciò può andare anche bene, se non dispiace vivere passivamente e lasciare che le cose della vita ci capitino, senza alcun nostro controllo.

Se  senti che stai solo galleggiando nella vita, invece di guidarla, allora devi accettare di arrivare dove il flusso ti porta ed imparare a fartelo bastare. Ma a volte il flusso non va nella  direzione ottimale. Si può andare con il flusso e finire in una situazione piuttosto incasinata; soprattutto se non si assume il controllo più deciso in certi frangenti in cui sarebbe  necessario assumerlo.

Altrimenti, c’è un modo alternativo di guardare la vita, in cui sei  TU la forza trainante. In questa modalità del vivere, tu  crei e controlli il flusso. Questo può essere un modo più complicato di vivere, ma anche molto più gratificante. Vivendo così, non ci si limita a quelle esperienze che si possono ottenere solo con un’ attitudine passiva o senza alcun tipo di dolore – vivendo così si può avere molto di più di quello che si vuole veramente, ma bisogna essere disposti ad accettare e affrontare sfide più grandi.

Se avessi  seguito solo il semplice flusso degli eventi, non avrei mai imparato a leggere, scrivere o digitare su questa tastiera; quelle erano tutte sfide in cui avvertivo che stavo andando contro il flusso di quello che era facile e naturale (quando ero piccolo). Ancora, se non avessi affrontato gli impegni e le difficoltà non avrei iniziato la mia attività di “trading”. Questo sito non esisterebbe neanche; è stato sicuramente creato più per spinta della volontà che “seguendo il flusso”…

Se hai qualche domanda o commento, fammelo sapere qui sotto.

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Alexander

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