Crescita personale Efficienza

Semplificare la tua vita: Il minimalismo del fare

Semplificare la tua vita, regole per semplificare la vita, semplificare sinonimo
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Scritto da Alexander

In un paio di articoli precedenti (Abbandonare la tradizione dello scambio di regali natalizio: pro e contro  e 4 modi per crescere ripulendo casa) esponevo alcuni dei molti aspetti positivi che una seria riconsiderazione del consumismo di cui siamo tutti più o meno vittime, ed al quale siamo indotti continuamente potrebbe migliorare le nostre vite. Come? Potrebbe farci rimpinzare i portafogli, potrebbe insegnarci a dedicare più tempo alle persone care ed al prossimo in genere, e potrebbe farci comprendere quali sono gli oggetti e le attività che ci coinvolgono veramente e nel profondo.

In questo articolo vorrei, invece, esporre alcune considerazioni su una lettura che ho fatto recentemente. L’argomento è

Il minimalismo del fare.

Sarebbe opportuno, positivo o consigliabile fare decluttering (sgombrare dal superfluo) non solo degli oggetti, ma anche del nostro agire? Della nostra cerchia sociale?

Sì.

Sarebbe certamente utile, produttivo e desiderabile se facessimo molte meno cose di quelle che facciamo giornalmente.

La (sub?)cultura occidentale e capitalistica ci insegna che la “crescita” (del portafoglio, non della felicità) sia un traguardo irrinunciabile. Ma questo approccio è da tempo traboccato in altre aree. Bisogna crescere perchè bisogna avere auto migliori, gingilli nuovi, essere sempre informati sulle nuove tipologie di allenamento in palestra, frequentare sempre di più i “bei posti”, conoscere sempre più persone, e così via.

In altri termini, si è diffusa la nozione che successo=tanti soldi, tante attività, tanti amici (su facebook?) e così via. Se ti interessa il concetto di successo – e dovrebbe interessarti se sei coinvolto nella crescita personale- leggi successo= scoprine il significato prima di ottenrlo.

Ma la verità è che tale tipo di approccio non è il più corretto, per almeno due motivi:

  1. L’approccio è una semplice balla. Non è vero. Dovremmo cercare di Essere piuttosto che avere o fare.
  2. Quel che è peggio: il modello contiene in sé i semi del suo immancabile fallimento. Se, infatti, dovremmo fare sempre di più ed avere sempre di più per essere realizzati e contenti… ebbene, non saremo mai realizzati e contenti. Quello che facciamo, diciamo, vediamo ed otteniamo, non basterà mai.

Ecco che dunque, dovremmo dedicare qualche tempo a capire quali attività facciamo che non ci danno un bel niente. Anzi, che ci peggiorano la vita.

Alcuni esempi:

Giocare a stupidi giochini sul cellulare;

Spettegolare, virtualmente e non;

Andare in palestra più per senso del dovere che per il piacere della riscoperta delle potenzialità del nostro corpo (attenzione, sono favorevolissimo alla pratica dello sport);

Frequentare persone che non ci piacciono veramente;

Vedere programmi insulsi;

Mangiare cibo spazzatura;

Frequentare locali giusto perchè è “è in”, “si porta” o baggianate simili.

Fare un lavoro insoddisfacente.

Insomma, eliminare una grande quantità di comportamenti di routine, fatti in assenza di miglior considerazione e per seguire gli altri, già sarebbe un grande traguardo.

Se, poi, si vuole spingere il concetto ancora poltre, e si vuole approfondire la ricerca spirituale e cercare di comprendere la propria VERA essenza, le proprie più profonde ambizioni e motivazioni, ricongiungersi con le proprie emozioni… Allora è richiesto uno sforzo in più.

Bisognerebbe seguire un’ideale di vita monastico. Porre in essere, ogni giorno, solo tre-quattro attività fondamentali (E si può capire quali esse siano solo avviando l’esperimento) e nessun’altra. Così come bisognerebbe ridurre il proprio circolo di amicizie a tre o quattro individui. A me è capitato di attraversare periodi simili, di isolamento ed apparente vuotezza. Devo sinceramente affermare che non si tratta nemmeno di qualcosa di facile, ma ne vale la pena.

Si tratta di un’esperienza difficile perchè la famosa vocina della testa ci bombarderà di messaggi come “ma come, non prendi questa occasione per divertirti” oppure “ma come, fai lo sfigato tutto il tempo a casa” e cose del genere. Ma si può apprendere gradualmente a zittirla (anche con l’aiuto della meditazione, che è una delle poche attività che consiglierei di svolgere con regolarità).

Superando questi difficili periodi di dieta delle attività si mette a fuoco cosa piace fare veramente, e, se si è fortunati, si prende contatto con il concetto di interdipendenza di tutte le cose e persone o, in altre parole, della propria natura di spiriti eterni ed universali. Quest’ultima è una sparata grossa? No.

Chiudo, sono stato sin troppo prolisso, avrei dovuto scrivere al massimo tre righi!

Semplificare la tua vita, regole per semplificare la vita, semplificare sinonimo

Foto Gabriel Garcia Marengo

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