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I programmi/condizionamenti che ci sabotano. Da dove vengono?

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Alexander
Scritto da Alexander

Tutti noi siamo vittime di questi “programmi”, anche se per continuare nella metafora informatica sarebbe meglio chiamarli virus.

Cosa sono? Sono quelle voci, idee e convinzioni che ci portiamo dietro e che delimitano, spesso peccando per difetto, quello che pensiamo di poter raggiungere e quello che desideriamo.

Nella letteratura sul miglioramento personale, ed anche negli altri articoli di questo sito, sono chiamati anche “credenze autolimitanti” o condizionamenti negativi.

Alcuni, pochi in verità, di questi virus sono anche salutari. Ci salvano da scelte troppo azzardate, ed a volta anche la vita. Spesso, però, creano inutili paure che ci secludono, negandoci il nostro più ampio potenziale, in molteplici campi.

La loro grande arma è di essere invisibili. Invisibili nel modo più subdolo: sbattendoci direttamente sul naso. Sono così presenti nella nostra vita, e costantemente sotto gli occhi, costituendo una parte importante di noi, che non li vediamo.

Capendo da dove vengono e come si formano, abbiamo qualche possibilità di identificarli prima e di soppiantarli poi.

Le principali fonti sono:

  • le esperienze negative;
  • i genitori, la società ed i media (intesi nel senso più ampio, comprendenti telegiornali, film teatro ecc.);
  • il campo eterico/consapevolezza collettiva.

Cominciamo dalle esperienze negative. La categoria, ovviamente, è formata da tutti gli errori, incidenti e le sfortune di cui abbiamo fatto esperienza. A seguito dell’esperienza, però, si fa spesso l’errore di effettuare una generalizzazione troppo vasta, includendo nella lezione dettami che non le competerebbero. Ad esempio: veniamo assaliti, mentre ci facciamo una corsetta, da un dobermann. L’esperienza ci potrebbe insegnare né più né meno che i dobermann sono pericolosi, invece ci installiamo (empre continuando la metafora informatica) l’idea che tutti i cani sono pericolosi. Da quel momento in avanti, quindi, ci priviamo del piacere di interagire con qualsiasi altro cane. Ma se ricordassimo la vera essenza, la vera ragione della nostra antipatia per i cani, basterebbe solo un ulteriore sforzo per capire che quel singolo cane di quel singolo attacco non è che una occorrenza isolata, e che non ha alcun senso esserne ulteriormente condizionati.

Per quanto riguarda i genitori, è sin troppo ovvio che loro, con la volontà di proteggerci, ci possano instillare programmi limitanti che ci trattengono dal fare delle azioni dalle quali trarremmo giovamento, ma che ci asteniamo dal porre in essere, ritenendole troppo pericolose, proprio per l’operare del virus. La società e la scuola sono altre grandi colpevoli dell’installazione di questi condizionamenti limitanti. Per tale ragione, qualche tempo fa, sottoponevo il sistema educativo ad una critica. Il sistema educativo, nel volerci tutti uniformati, castra in diversi modi le libertà espressive e creative, e ci inculca, purtroppo, un senso autocritico talvolta eccessivo, il quale ci fa desistere, con manovre evasive, dall’esprimere il nostro migliore potenziale. I film e la televisione, invece, nel proporci modelli artefatti e sin troppo perfetti, invece, da un lato ci fa venire la voglia di eccellere e primeggiare, dall’altro ci fa sentire perennemente inadeguati, irrimediabilmente indietro ad eroi della fantasia e vip, presunti eroi della realtà.

L’altro grande manipolatore, che ci rifila condizionamenti, paure e credenze autolimitanti, è la consapevolezza collettiva. Sì, quello che pensano nel profondo le persone attorno a noi ci influenza. Ciò è stato anche provato con relativi margini di accuratezza nel cosiddetto esperimento di Washington (di cui si parla nel libro La Matrix Divina), in cui si constatò che nei gorni in cui centinaia di persone meditavano, l’incidenza dei crimini calava drasticamente. Effetti analoghi sono stati rincostrati nel fenomeno della centesima scimmia. In questo caso, degli etologi hanno riscontrato come, una volta appreso un comportamento da un certo numero di scimmie su un’isola, lo stesso comportamento fosse adottato da altre scimmie della stessa specie locate su isole o territori lontani. Ovviamente, non v’era alcuna possibilità di contatto tra le scimmie dei diversi gruppi, per cui il nuovo comportamento era “semplicemente” appreso telepaticamente dalle nuove scimmie. Oppure, per cambiare i termini ma non la sostanza, le nuove scimmie scaricavano (mi si perdoni ancora la metafora informatica) il nuovo comportamento dall’etere, dalla consapevolezza collettiva o dall’Univiverso. L’interdipendenza e la connessione di tutto e tutti è, tra l’altro, uno dei fondamenti del pensiero alla base di siamouniverso.com. Il nome non è un caso, e cerca di rappresentare questa verità. E la missione del sito è proprio quella di diffondere questo messaggio, e di diffondere, più in generale, pensieri ed informazioni positive, proprio perché in Italia e nel mondo si creino sempre più effetti positivi tipo centesima scimmia.

Certamente, la consapevolezza collettiva è influenzata da TV, film, romanzi ed altri mezzi di comunicazione, ma le due fonti di programmazione del nostro subconscio non sono da confondere.

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Lo sforzo di trovare lo straordinario nel quotidiano, e l’infinito potenziale oltre il velo dei condizionamenti…

Il tipico caso in cui i condizionamenti limitanti ci sabotano è quello dell’applicazione della Legge di Attrazione. Come? O facendoci credere che sia una bufala. Oppure, una volta che si sia compreso che la Legge esiste ed opera impeccabilmente e costantemente, quando la si vorrebbe indirizzare al conseguimento di migliori risultati finanziari, succede che credenze come “per fare molto denaro bisogna essere criminali/fortunatissimi”, “meglio avere meno denaro per non attirare attenzioni”, “per avere molto denaro bisogna fare dei sacrifici eccessivi” operano. E quando queste credenze radicate – quindi più forti della nostra forza di volontà e pensiero- operano, ecco che ci neghiamo i risultati che tanto vorremmo.

Il consiglio è, quindi, di stare in guardia, e di osservare quando questi sabotatori si attivano, poi di sostituire ad essi pensieri positivi. Ricordiamo, infatti, che la nostra libertà e responsabilità sono massime, soprattutto sui nostri pensieri e sulle nostre emozioni. Nessuno potrà mai imporci veramente di credere o sentire in un certo modo.

Foto di Nathan Anderson

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