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Perchè deprivarsi di giornali e telegiornali è una scelta vincente

Un uso che sogno per i giornali...
Alexander
Scritto da Alexander

Chi segue il sito saprà che spesso critico quelli che io chiamo”media tradizionali”; che salvo che in occasione della morte di Umberto Eco e circa  la questione palestinese, non ho mai affrontato i “temi di attualità”.

Ora è arrivato il momento di spiegare alcuni dei vari perché, con maggiore dovizia di dettagli.

Cominciamo “dal basso”… Io con il prezzo di un giornale al giorno per un anno, riesco a comprare un biglietto aereo andata e ritorno per un paese nordafricano, del medio oriente e, se va bene, anche dell’estremo oriente (sì, parlo di Cina e Giappone). Il rapportarsi ai biglietti aerei non è casuale, poiché si legge per imparare e sapere; ebbene, con un viaggio si impara e si sa molto, ma molto di più di quanto si può apprendere dai giornali, e soprattutto si apprende con i propri occhi e con la propria testa, non sorbendosi un beverone scotto e malpreparato di un altro. Si potrebbe anche viaggiare in zone “disastrate”, “pericolose” ed “off-limits”, magari, e scoprire che il tale luogo non è così disastrato o pericoloso… e che, perchè no, il terribile attentato che ha sventrato mezza città non è nemmeno esistito.

E quest’ ultima provocazione mi porta direttamente al secondo motivo, dopo quello economico, per usare i giornali solo per imballare i pacchi nei traslochi: i giornali ed i telegiornali mentono e deformano la realtà. Vi sono diverse gradazioni del fenomeno, ovviamente. Si parte dalla semplice interpretazione di una vicenda fatta dal giornalista, la quale è inevitabile, anche con tutta la buona fede di questo mondo. Non ti è mai capitato, soprattutto in un litigio, di notare come le parti coinvolte avessero visioni anche completamente opposte della “verità”? Se sì, immagina, allora, come possa essere possibile spiegare in modo fedele una vicenda complessa come una negoziazione politica, la preparazione di un (presunto) attentato e così via. Semplicemente impossibile.

Povero cittadino, fattela addosso che ci sono gli aerei nemici! Ma il governo ti proteggerà!

Povero cittadino, fattela addosso che ci sono gli aerei nemici! Ma il governo ti proteggerà!

Io stesso ho vissuto una situazione di un certo rilievo durante un concerto. Ebbene, il giorno dopo, con tre giornali ho avuto tre storie fantasiose per intrattenermi, ma non la descrizione di quello che avevo visto e sentito.

Se poi il giornale od il giornalista sono “di parte”, eccoti servita una bufala ancora più grossolana.

Il danno della comunicazione mediatica è poi anche nella semplice selezione delle informazioni. Si sa, il sesso tira, lo stupido pettegolezzo tira, la violenza ed il terrore “tirano”. Forse vi è un lato perverso che spinge le persone a gozzovigliare nel conoscere vicende orribili. O forse che, ed alcuni giornalisti lo sapranno, se si tiene “l’opinione pubblica” occupata in certe quisquilie, altre nefandezze passano più facilmente inosservate. O forse, ancora, che non si voglia far sapere che esistono tante belle cose e belle azioni (certo più di quelle brutte) perché si ricorderebbe agli esseri umani quanto può essere bella la vita, e ciò li porterebbe ad alzate di capo, tipo bruciare il proprio posto di lavoro (così, almeno, vi sarebbe una notizia preoccupante da gettare in pasto ai lettori o spettatori).

Hai mai considerato questo dato: ammesso (e non concesso) che vi siano trenta omicidi al mese in Italia, quante migliaia di gentilezze accadono nello stesso periodo? Quante centinaia di volte dei passanti assistono, anche intensamente, qualche anziano che cade? Perché non si legge mai di ciò?

Ma io mi avventurerei oltre: e se i giornalisti non solo mentissero (ripeto, anche in buona fede, come effetto dell’imprecisione della comunicazione e della selezione delle notizie), ma addirittura inventassero di sana pianta gli accadimenti? Io temo (ed anche spero) che ciò sia possibile. L’anno scorso scelsi di visitare l’Egitto. Quando lo dissi a familiari ed amici… il terrore nei loro occhi! Se non fosse stato per queste convinzioni che ti sto esprimendo in quest’ articolo, avrei desistito e bruciato i soldi del famoso biglietto aereo comprato con i soldi dei giornali non comprati.

Risultato: viaggio perfetto e nessun problema. Se mi avesse ammazzato qualcosa sarebbe stato un cammello imbizzarrito, od il caldo del deserto, non un attentato. Pochi mesi dopo ho letto (ammetto la colpa: leggo i titoli che mi si parano sotto gli occhi) che vi sarebbe stato un’attentato nello stesso luogo in cui ero andato in visita. Dopo averlo visitato, e riconosciuto come uno dei posti più sereni che esistano, nel mezzo del deserto, non mi spiego come sia possibile. Io, comunque, vi ritornerei, in barba a tutti i”rischi attentato”.

Ora veniamo ad una grande obiezione che mi si fa: “Ma come? E non sai quello che succede nel mondo?!!!”

“Certo, perchè tu che leggi i giornali sai tutto quello che succede, invece.” Mi verrebbe da replicare… Comunque, per rispondere in modo non provocatorio: “No. Non so quello che succede“. Sono anni, ormai, che vivo in questa “ignoranza”, e per quanto mi consti nessuna persona è morta per tale mia ignoranza, né sono successe altre disgrazie per la stessa.

Da persona interessata alla crescita personale, penso di poter dire che le informazioni ed i problemi sui quali non possiamo esercitare un’azione immediata, per risolverli od arginarli, non ci devono riguardare. La corretta gestione del tempo ci dovrebbe fare ignorare informazioni che non ci beneficiano, non ci fanno evolvere o che non ci forniscono concreti corsi di azione.

Con questa affermazione vengo ad un’ulteriore argomentazione: lettura di giornali e visione di telegiornali sono dei modi di sprecare il tempo. Non sarebbe molto meglio leggere un manuale su qualcosa che interessa? Fare una passeggiata con una persona cara?

Un uso che sogno per i giornali...

Un uso che sogno per i giornali…

Come se non bastasse, e qui entriamo nel metafisico, poichè credo che ogni individuo sia un Universo, od una parte della Consapevolezza Universale che crea la propria realtà, devo concludere che non devo focalizzarmi sui racconti dei giornalisti i quali – consapevolmente o meno- propagano una versione orribile della realtà. Se mi focalizzo sulle loro brutture, non faccio che partecipare alla creazione e mantenimento in vita delle stesse. Peggio ancora, mi predispongo, con tutte le Energie ed i concetti negativi che assorbo, a creare una realtà di difficoltà e Paura anche per me stesso.

Ad ulteriore demolizione dei media tradizionali posso aggiungere che sono dei veicoli delle pubblicità di prodotti inutili, che servono solo a distrarci dalle cose belle ed importanti della vita.

Foto ThomasWolterArtsyBee

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