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La differenza tra bene e male, il Karma, il peccato e tutto il resto

la differenza tra bene e male
...anime perdute...
Alexander
Scritto da Alexander

Un lettore, dopo avermi fatto tanti complimenti per gli articoli del sito, per i quali ancora lo ringrazio, mi ha posto una domanda che riporto nel seguito, in modo anonimo e leggermente modificato (e con il suo consenso). Si tratta di una domanda molto interessante che riguarda un insieme di argomenti molto complessi dei quali avrei voluto occuparmi, ma che non avevo ancora affrontato data la loro enorme complessità. Gli argomenti sono: La differenza tra bene e male, Karma, peccato…. Da scrivere un’enciclopedia, insomma, rimanendo con la netta sensazione di non avere nemmeno sfiorato la superficie delle questioni.

Riporto la domanda, che sicuramente contiene elementi in cui in molti possono identificarsi:

Con una persona alla quale sono legato strettamente, attuo oggi delle decisioni che nell’immediato mi sembrano plausibili, senza  accorgermi invece di comportarmi male, di aver tradito la sua fiducia, di aver minato anche la sua autostima.
A distanza di tempo questo cosiddetto ‘male’ che ho arrecato, mi torna indietro o no?
Sperimenterò sulla mia pelle le conseguenze negative del mio comportamento dannoso?
Mi potresti chiarire in che modo – secondo quali dinamiche – il male fatto torna al mittente.
Allora, cominciamo con il dualismo bene/male:
Si tratta di una bussola per le nostre esistenze, ma a rischio di sembrare troppo dissacrante, devo ricordare – insieme con il celebre Georges I. Gurdjieff– che questa polarità è completamente inventata. Il celebre autore citato si spinge anche a sostenere che si tratti di un dualismo dannoso… il più dannoso per la razza umana.
Quali sono, infatti, i canoni perchè un’azione sia buona ed un’altra cattiva? Ammazzare una persona può essere qualificato male, lo possiamo tutti sottoscrivere senza rischiare di andare completamente allo sbaraglio come individui e come società; ma potremmo dire lo stesso se ammazzare una persona fosse l’unico mezzo per salvarne dieci?
Quale deve essere, poi, il codice da adottare per cogliere la differenza tra bene e male? Secondo il Corano un uomo può sposare più donne… secondo i dettami cattolici un uomo può avere una e soltanto una donna nel corso della vita.
Ovviamente non sto incentivando a condotte sregolate, avide e “cattive”, ma bisogna osservare come i confini di queste categorie siano, in effetti, molto nebulosi.
Ma un appiglio obiettivo per aiutarci a cogliere la differenza tra bene e male ci deve essere, quale è? Non mi dire che io voglio fare il “buon samaritano” e non ho nemmeno modo per farlo! Allora va bene se mi metto a fare il criminale?
Questioni legittime e degnissime. Allora, una buona bussola per scovare questo “bene” così sfuggente, potrebbe essere vista nel c.d. “diritto naturale”. Ma, anche questo, non viene con un bel manuale di istruzioni in ventisette lingue e disegni chiarissimi. A malapena se ne fa menzione quando si studia “Filosofia del diritto”. Questo corpo di norme includerebbe le norme di comportamento che, appunto, sono connaturate all’essere umano, che sono scritte nel DNA. Prima tra tutte, sicuramente, quella per cui (1)non si deve uccidere un altro umano, poi quella per cui (2)lo sfruttamento delle risorse naturali spetta a tutti in misura uguale o proporzionale ai propri bisogni (norma ampiamente disattesa in tutto il mondo, al di là di colori politici e culture). Altra norma sarebbe quella di (3)non fare violenza fisica o morale al prossimo. Sarebbe ricompreso anche il dettato: non rubare. Anche se il “rubare” presuppone l’esistenza della proprietà, e la proprietà è un costrutto socio-economico, in contrasto almeno parziale con il dettato di cui al numero (2) pochi righi fa.
Altra norma attendibile, che potremmo obiettivamente incidere a caratteri cubitali nella nostra morale è quella di discendenza Cristica: “Non fare ad altri quello che non vorresti fatto a te stesso”

Ma, a ben pensarci, rimarrebero i risultati paradossali che sarebbero raggiunti quando la norma fosse applicata letteralmente da masochisti, o fanatici dell’umiliazione della carne per il raggiungimento della catarsi.

la differenza tra bene e male

…anime perdute…

Sostenere che sia la Legge a dirci quale sia la differenza tra bene e male, è pura utopia.
Insomma, la faccenda è ingarbugliata, e forse dobbiamo rivalutare l’essere umano per non essersi già autodistrutto da centinaia d’anni, in assenza di norme convincenti e chiare su cosa fare e cosa no. È vero, azioni nefande sono fatte a migliaia, ma statisticamente la cosa è trascurabile, ed è per questo che dovremmo essere, almeno in parte, ottimisti sul nostro futuro ed allontanarci dai profeti di sventura che si concentrano solo sul “male”.
Ovviamente, il male non è quello che la chiesa dice essere il peccatoIo credo che l’insieme dei “peccati” che la Chiesa ed i suoi messaggeri ci propalano come peccati sono solo alcune condotte molto connaturate alla natura umana – alcune, certo, “obiettivamente” negative. E la Chiesa le qualifica come negative per esercitare il suo controllo perverso sugli umani, secondo lo schema: “tu pecchi, poi vieni da me, paghi in varie forme, e io ti assolvo, e ti mando in giro a peccare di nuovo e ripetere il ciclo… e so che lo farai, perchè quelle condotte (come godere liberamente del sesso) sono troppo attraenti”.
Ulteriore danno che la Chiesa cattolica (e quella mussulmana, ebraica, mormone, ecc…) fanno è quello di avocare a sé il piacere della scoperta del sé più profondo e divino, e di deresponsabilizzarci e depotenziarci.
L’unica, vera, possibilità per guidarci nel capire la differenza tra bene e male è…
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